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Laveno Calcio
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Storia FC Laveno Mombello
In questa sezione del sito grazie all'aiuto di alcuni documenti e ricordi cerchiamo di ripercorrere i momenti più importanti dell' F.C. Laveno Mombello, attraverso fatti, episodi e persone che ne hanno disegnato la storia.
 
Promozione 56-57 Calciatori conosciuti
 
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Anno 1956/57 – Campionato di Promozione Da sinistra, in piedi: Dati, Bolloli, Mossio, Cardoletti, Della Croce, Vavassori, Rossi; accosciati, da sinistra: Marchioni, Della Rossa, Marcaletti, Fontana.

 

1947 - Si costituisce il Laveno Mombello F.c.

Il calcio nel nostro Comune ha origini antecedenti il 1947: dal 1919 fino all’inizio della II Guerra mondiale varie squadre disputarono campionati e tornei aziendali. Subito dopo il conflitto (1946), si formarono tre squadre (ENAL, Polisportiva e Cerro Sportiva). Nel 1947 l'ordinamento dei campionati di calcio era così predisposto: serie A, B, C (18 gironi da 16 squadre l'uno), I e II Divisione su scala regionale e provinciale. In quell’anno, probabilmente tra settembre e ottobre, si costituì il Laveno Mombello Foot Ball Club. Ciò avvenne, come si può leggere da una lettera del 14 ottobre 1947, "nell'intento di aderire al desiderio manifestato da numerosi appassionati ed allo scopo di dare maggior incremento all'attività calcistica".
Furono eletti: presidente onorario Annibale Scotti, presidente Antonio De Ambroggi, vice presidenti Renato Meregalli e Luigi Pizzocaro, direttore sportivo Antonio Missiroli, segretario Ugo De Ponti, cassiere Ricuccio Colombo.
Il primo consiglio del Laveno Mombello F.C. era completato da Giulio Tavella e Aurelio Alberti (revisori dei conti), Ettore Bielli (vice segretario) e dai consiglieri Giampiero Reggiori, Edmondo Bonito, Mario Arioli, Pietro Zuretti, Domenico Mattioni, Giosuè Lorusso (proprietario del bar Cacciatori dove si stabilì la sede), Lino De Ambroggi, Piero Nicora, Rocco Torrighelli, Libero Formenti, Paolo Porta, Cesare Chiodi, Colombo De Ambroggi, Carlo Spertini, Ezio De Ponti, Ugo Bersani, Aldo Malerba. La Società Ceramica Italiana contribuì con 50.000 lire annue e sarebbe diventata per molti anni lo "sponsor" principale dell'attività. La sede fu fissata al Bar Ristorante Cacciatori in viale Garibaldi 7 e furono scelti come colori sociali l'azzurro con bordo bianco.
La squadra, allenata da Carmignani, si iscrisse al Campionato di I Divisione è arrivò a pari merito, nella classifica finale, con il Gavirate.
Lo spareggio venne giocato il 25 aprile 1948 a Gallarate con vittoria del Laveno Mombello per 2 a 1 nella seguente formazione: Grilletti; Spertini Umberto, Sacilotto Mario; Ceretti, Ripamonti, De Ambroggi Ovidio; Sacilotto Romolo, Bordoni, La Rosa, Minazzi e Carrani.
Successivamente la squadra fu inclusa nel girone finale C di I Divisione per l'ammissione al campionato di Promozione: l'ultima partita che sembrò decisiva si giocò a Laveno, in piena estate, il 4 luglio alle ore 17 contro il Villasanta. La classifica finale del girone impose però uno spareggio proprio contro la stessa formazione e l'incontro, stavolta davvero decisivo, fu quello giocato, sul campo neutro di Legnano, il 18 luglio 1948!!
Il Laveno Mombello si impose per 2 a 1 e ottenne così l'ammissione al campionato di Promozione Interregionale.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

1951 - Il drammatico derby con il Luino e la lunga squalifica del campo

Il fine anno 1951 riservò amare e dolenti note per il Laveno Mombello F.C. Il 30 dicembre si giocò, a Laveno, il derby con il Luino, partita che fu sospesa al 42° del secondo tempo sul risultato di 3 a 2 per gli ospiti con due rigori a loro favore concessi, a quanto asseriscono le cronache, troppo disinvoltamente dall'arbitro Pagliano di Vigevano. Gli animi dei giocatori e dei tifosi si scaldarono oltre misura e lo stesso arbitro venne percosso a fine gara da alcuni di essi. Ecco la cronaca di quella nera giornata di sport così come la raccontò Franco Clerici sul La Prealpina del 3 gennaio 1952: "Nulla ha potuto fare il Laveno contro le draconiane decisioni dell'arbitro nell'incontro di campanile con i rosso-blu luinesi. Oltre negare un rigore agli azzurri per un fallo di mani in piena area di un giocatore ospite, il direttore della gara, al 39° della ripresa, non ha convalidato una regolare rete di Schumacher. Infine, al 41°, ha decretato la massima punizione contro i locali che Vicini ha trasformato dando ai propri colori la vittoria. Dopo tutti questi errori, il capitano degli azzurri intendeva ritirare la squadra e l'arbitro, con estrema decisione, fischiava la fine dell'incontro 3' prima dello scadere del tempo regolamentare, espellendo Passalacqua prima e Passera dopo, colpevoli di proteste contro le sue decisioni. Da qui nascevano fatti incresciosi e condannabili da parte di diversi tifosi che, scavalcata la rete di recinzione, percuotevano l'arbitro. Trasportato negli spogliatoi, questi veniva subito visitato dal dott. Arioli che gli riscontrava una ferita al viso giudicandolo guaribile in quindici giorni. Indi veniva accompagnato a Vigevano in automobile da un dirigente lavenese e dal massaggiatore degli azzurri (…). Le squadre - Laveno: Passera; Ghiringhelli e Passalacqua; De Ambroggi, Resta e Dell'Oglio; Luoni, Gregori, Schumacher, Uccellini e Carrani. - Luino: Pesce, Sabini e Luini; Veliani, Rampoldi e Borra; Cordini, Vicini, Scolari, Lecchi e Buonalumi. Arbitro: Pagliano di Vigevano".
Pesanti furono i provvedimenti della F.I.G.C. che sospese il campo del Laveno Mombello fino al 15 novembre 1952 mentre i giocatori Passera e Sacilotto I vennero squalificati per quattro giornate e Passalacqua per una; venne inoltre inibita ogni carica in seno alla società all'allenatore Mollica.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

1964 - Un'affermazione...inutile

Dopo la rinuncia alla I Categoria nel settembre 1963 per motivi finanziari, il Laveno Mombello si iscrisse alla II Categoria per la stagione 1963/64. Dato l’organico a disposizione, fu un campionato di grande soddisfazione: la squadra allenata da Binda si affermò con 36 punti in 24 partite con 16 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Sia l'attacco (61 goal fatti) che la difesa (25 reti subite) furono i migliori del girone. Gli azzurri giocarono poi, il 7 giugno sul neutro di Somma Lombardo, un incontro di qualificazione con il Nerviano per il titolo simbolico di campione lombardo (l'ammissione in I Categoria era comunque scontata), perso per 1 a 0. Fu questa, purtroppo, l'ultima partita del Laveno Mombello F.C. fino alla sua ricostituzione che avverrà nel 1971. Si chiuse un ciclo indimenticabile e avvincente e si evidenziò drammaticamente quello che da qualche tempo da più parti si sottolineava e cioè lo scarso attaccamento, la freddezza, il pochissimo entusiasmo attorno all'ambiente calcistico e alla squadra da parte dei sostenitori. Il campionato 1963/64 fu portato avanti, tra mille difficoltà da Luciano Lodesani, da Carlo Zanardi, da Umberto Galuzzi e da Luciano Galuzzi. Il problema finanziario, già grave nell'estate 1963, divenne irrisolvibile e la conclusione non potè che essere una sola: "IL LAVENO F.C. SOSPENDE L'ATTIVITÀ", così titolò La Prealpina del 6 settembre 1964, motivando nell'articolo le cause di tale cessazione: "Dopo oltre 20 anni di attività calcistica, i Dirigenti del Laveno F.C., riuniti in assemblea straordinaria hanno dovuto prendere la dolorosa decisione di sospenderel'attività per la prossima stagione agonistica. Mancano capitali, dirigenti, giocatori. Gli incassi e le oblazioni sono nettamente insufficienti al mantenimento di una squadra, il pubblico diLaveno non corrisponde in modo adeguato agli sforzi deidirigenti. Il buon andamento di una squadra è determinato dalla collaborazione di tutti i cittadini e oramai gli sportivi sono portati ad andare ad assistere a partite più importanti per disertare i campi della loro cittadina (...) L'unica prospettiva è nella speranza che in un avvenire il più prossimo possibile la Società possa in qualche modo risorgere con capitali superiori e persone animate daenergie nuove". E così, per fortuna, sarebbe stato.
La rinuncia fu ufficializzata al Comitato Regionale della F.I.G.C. con lettera datata 7 settembre 1964.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

1971 - La ricostruzione del Laveno Mombello F.c.

Dopo un periodo di transizione durante il quale, peraltro, il calcio continuò a Laveno Mombello grazie all’U.S. Ponte e allo S.C.A.G. di Mombello, rinacque in una sera del 1971 (per l'esattezza il 9 agosto) il Laveno Mombello F.C.: promotore dell'iniziativa fu Furio Tosches assieme a Luciano Lodesani e a Giovanni Spertini. Primo obiettivo preparare due squadre giovanili per poi ripartire dal campionato di III Categoria. Il nuovo consiglio, che sarebbe poi stato rinnovato ogni anno dall'assemblea dei soci, si costituì con presidente il dott. Vittorio Martelossi e vice presidente lo stesso Tosches; a segretario fu nominato Fausto Rodari, già protagonista al tempo della Polisportiva, e a cassiere Eugenio Signorini. Ne fecero parte anche Giovanni Spertini, Luciano Lodesani, Umberto Galuzzi, Francesco Tosches, Francesco Baratelli, Riccardo Bevilacqua e Nando Bellorini. La domanda di affiliazione fu presentata alla F.I.G.C. il 23 ottobre 1971. Furono riconfermati i colori sociali del "vecchio" Laveno Mombello F.C.: azzurro bordo bianco. L'attività, seppur di solo Settore Giovanile, con la squadra N.A.G.C. (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) allenata da Emilio Greco e con la squadra Allievi affidata all'ex giocatore Angelo Broggini, servì a risvegliare l'entusiasmo soprattutto per il calcio giovanile.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

1980 - Nasce la Condorlaveno

Nella primavera del 1980 le discussioni furono centrate su un nuovo e fino a poco tempo prima imprevedibile argomento: la fusione con la Condor Leggiuno.
Se ne parlò ampiamente nelle riunioni che il consiglio tenne il 10 e il 17 maggio. Le opinioni furono diverse, contrastanti, ricche di argomentazioni ma forse per la fase di stanca in cui era entrata la società non portarono ad altre alternative. Gli argomenti sui quali si incanalò la trattativa furono abbastanza semplici e realistici: il Laveno Mombello F.C. poteva offrire un saldo attivo di bilancio di oltre 2.500.000 lire, gli impianti e le attrezzature del campo sportivo senza dubbio migliori di quelle di Leggiuno, una struttura societaria e un Settore Giovanile funzionanti; la Condor Leggiuno un capitale giocatori più che valido ed entrate finanziarie consistenti. Obiettivo: il passaggio in I Categoria e il rafforzamento dell'attività giovanile.
All'assemblea del 30 maggio, alla presenza di 33 soci, il presidente Giovanni Spertini relazionò sui colloqui intercorsi con i leggiunesi e sulle proposte che sarebbero state successivamente messe ai voti: il nuovo nome della società (Unione Sportiva Condor Laveno Mombello poi divenuta Condorlaveno), i campi di gioco a Laveno e Leggiuno, i colori sociali azzurro bordo bianco e un consiglio direttivo composto da 5 persone di Laveno Mombello e altrettante di Leggiuno. Dopo lunghe discussioni la votazione, come prevedibile, determinò una spaccatura e un risultato che non diede ragione in modo marcato né ai favorevoli, né ai contrari. Ma i primi la spuntarono per due voti (15 a 13 con 5 astenuti).
Così potè aver luogo la prima riunione della nuova società, che si svolse nella sede di via Ceretti a Laveno.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

1987 - La fine di un idillio

Come in tanti matrimoni, anche quello tra la Condor Leggiuno e il Laveno Mombello arrivò al termine.
Si chiuse la lunga e intensa parentesi della Condorlaveno: un periodo pieno di belle soddisfazioni, con la scalata dalla II Categoria alla Promozione, ma segnato nel corso della stagione 1986/87 da irrimediabili contrasti tra le cosiddette "componenti", quella di Laveno Mombello e quella di Leggiuno.
Il passaggio assembleare fu però piuttosto travagliato. Il 21 giugno l'Assemblea dei Soci fu convocata, in seduta straordinaria, con all'ordine del giorno la richiesta di modifica dello statuto societario e il cambio di denominazione sociale della Condorlaveno. La discussione e gli interventi risultarono piuttosto accesi e divisi tra i "pro" e i "contro" alle richieste presentate: non si giunse, in quella data, a decisioni definitive e l'assemblea fu aggiornata a domenica 28 giugno con la motivazione di dover chiedere alla F.I.G.C. ulteriori chiarimenti in merito ai punti proposti all'ordine del giorno. Sette giorni dopo le proposte furono riconfermate e approvate, a maggioranza, dai 31 soci presenti: la società si sarebbe nuovamente chiamata F.C. Laveno Mombello. Fu anche modificato e aggiornato in gran parte lo statuto societario a seguito delle nuove normative previste dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

(notizie estratte dal libro Tutti gli uomini del pallone – F.C. Laveno Mombello – 1997)

 

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